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Museo Egizio

  • museum
  • 4.8
  • Prezzo: 15 € - 18 €
  • Orari di apertura: Mar-dom 09:00 - 18:30 (ultimo ingresso 17:30); chiuso lun
Indicazioni stradali
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Storia

Il nucleo storico della collezione arrivò a Torino nel 1824, quando re Carlo Felice di Savoia acquistò oltre 8.000 reperti egizi raccolti da Bernardino Drovetti, un piemontese che aveva servito come console generale di Napoleone in Egitto e aveva usato quella posizione per mettere insieme una delle grandi collezioni private di antichità della sua epoca. Quando il museo aprì le porte l'anno seguente, divenne la prima istituzione al mondo dedicata esclusivamente alla civiltà dell'antico Egitto, precedendo di decenni lo stesso Museo Egizio del Cairo.

La collezione continuò a crescere durante l'Ottocento e i primi del Novecento, soprattutto grazie all'archeologo Ernesto Schiaparelli, che diresse scavi in Egitto per conto dell'Italia e inviò a Torino un flusso costante di nuove scoperte. Tra acquisizioni successive e continue collaborazioni di scavo, il patrimonio del museo crebbe fino a superare i 40.000 oggetti, coprendo circa 5.000 anni di storia, e collocandolo al secondo posto al mondo, dopo il Cairo, per importanza tra le collezioni di antichità egizie.

La tomba di Kha e Merit

Tra le scoperte di Schiaparelli, una si distingue da tutte le altre. Nel 1906, a Deir el-Medina, la sua squadra portò alla luce la camera funeraria dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, sigillata e intatta dal 1400 a.C. circa. Quasi tutte le tombe di quell'epoca note all'archeologia erano già state violate e depredate entro pochi decenni o secoli dalla sepoltura; trovarne una ancora sigillata, oltre tremila anni dopo, è un evento eccezionale.

Proprio perché nulla era mai stato toccato, la tomba ha conservato un ritratto intimo e completo della vita quotidiana, non solo dello sfarzo regale: mobili, cosmetici, gioielli, biancheria piegata e vasi sigillati con alimenti, tutto disposto esattamente come la famiglia della coppia lo aveva lasciato. Il museo espone il ritrovamento in gran parte così come fu scavato, ed è rimasta una delle sale più emozionanti dell'edificio — una casa privata di tremilacinquecento anni fa, fermata nel tempo.

Lo sapevi che...

Il grande restauro del 2015 ha riorganizzato completamente il percorso di visita, disponendo le sale in ordine cronologico su quattro piani, interrati e fuori terra, all'interno dello storico Collegio dei Nobili, cosicché percorrere il museo oggi ripercorre a grandi linee la storia egizia stessa, dalla preistoria all'epoca romana.

La visita culmina nella Galleria dei Re, una sala di statue monumentali di faraoni e divinità che è diventata essa stessa un simbolo del museo. Lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti la concepì nel 2006, in occasione delle Olimpiadi invernali di Torino, come una scatola nera in penombra dall'atmosfera teatrale; nel 2024, per il bicentenario del museo, lo studio di architettura OMA ha reinventato completamente lo spazio, sostituendo l'oscurità con pareti riflettenti e luce naturale che rivelano le volte seicentesche originarie dell'edificio.

Utile sapere

Il museo è chiuso il lunedì e registra un'affluenza sostenuta tutto l'anno, quindi si consiglia vivamente di prenotare online un biglietto con orario d'ingresso, soprattutto in estate e in occasione delle festività italiane, per evitare lunghe code all'ingresso. È bene calcolare almeno due o tre ore per rendere giustizia alla collezione, di più se si vogliono leggere con calma gli ampi pannelli informativi.

Il museo si trova nel pieno centro storico, in via Accademia delle Scienze, a due passi da piazza Castello, e si abbina bene a una sosta per un caffè in uno dei celebri caffè storici ottocenteschi torinesi, molti dei quali a pochi passi dall'ingresso.