Quadrilatero Romano
- old-town
- Prezzo: Gratuito
- Orari di apertura: Aperto 24 ore su 24
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Storia
Il quartiere prende il nome dalla sua forma: un rettangolo quasi perfetto di strade che seguono ancora il cardo e il decumano, i due assi principali tracciati dai romani alla fondazione di Augusta Taurinorum duemila anni fa. Della muratura antica non resta quasi nulla in superficie, ma la griglia stradale non è mai cambiata, per cui percorrere le sue vie diritte e ad angolo retto significa ripercorrere uno dei piani urbanistici romani meglio conservati di tutta l'Italia settentrionale.
Quell'ordine di epoca romana è rimasto per secoli sotto la vita cittadina più ordinaria, e verso la metà del Novecento il quartiere era diventato uno degli angoli più trascurati di Torino, con affitti bassi che attiravano poco più che l'abbandono. La sua rinascita è cominciata solo negli anni '90, quando bar, designer indipendenti e piccoli ristoranti hanno iniziato a insediarvisi, attratti dagli spazi economici e dalla dimensione a misura d'uomo delle vie — una rinascita guidata soprattutto da via Giulia di Barolo e via Sant'Agostino, oggi tra gli indirizzi più vivaci del quartiere.
Lo sapevi?
Torino sostiene da tempo, insieme a Milano, di aver inventato l'aperitivo moderno — il rito serale del Martini o dello spritz accompagnato da un ricco buffet, spesso gratuito, di stuzzichini — verso la fine dell'Ottocento. Quale delle due città possa davvero vantarne la primogenitura resta discusso, ma è nel Quadrilatero che Torino difende oggi con più convinzione la propria tesi, con i tavolini all'aperto che si riempiono fin dal primo pomeriggio in una scena che sembra ancora un rito condiviso più che un'operazione di marketing.
Uno dei palazzi lungo via Sant'Agostino ospitò un tempo il Senato piemontese, sede del potere giudiziario della regione prima dell'Unità d'Italia — un promemoria che, sotto i bar e le boutique, questo era per secoli il cuore amministrativo di Torino, non solo quello romano.
Utile sapere
Il Quadrilatero dà il meglio di sé dopo il tramonto, quando bar e tavolini per l'aperitivo riempiono le vie strette e il quartiere assume il suo carattere serale — meglio pianificare una serata qui piuttosto che una visita diurna frettolosa, se si vuole capire cosa richiama i torinesi sera dopo sera.
Vale comunque la pena tornarci con calma anche di giorno, quando le botteghe indipendenti, gli atelier e i piccoli negozi di design che danno il nome al quartiere sono davvero aperti e più facili da visitare senza la folla della sera.